Le Reali dimore Borboniche | Parte 1 | Guida Napoli da Vivere

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Approfittiamo dell’interesse che si sta creando in questi giorni sulla Reggia di Caserta e, più in generale, sulle antiche dimore dei Borbone di Napoli per fare una breve panoramica su questi capolavori della nostra terra. Sono state avanzate proposte interessanti di “mettere in rete” questi splendidi palazzi e di creare un “circuito virtuoso” che le valorizzi.

Felicissimi di queste iniziative vogliamo vedere con voi quali sono questi capolavori della nostra terra e iniziare a “raccontarle” mettendole assieme per scoprire cosa hanno rappresentato appena 200 anni fa: le reali dimore Borboniche.

La Reggia di Caserta

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È la dimora reale barocca per eccellenza ed è considerata da tanti la Versailles italiana: parliamo del Palazzo Reale di Caserta. Fu progettata da Luigi Vanvitelli a partire dal 1752 su incarico di Carlo di Borbone e fu realizzata come imponente edificio rettangolare e simmetrico con quattro grandi cortili uniti da ampie gallerie. La costruzione è un vero e proprio trionfo di marmi, decori dorati e dipinti. Dispone di un enorme parco di oltre 3 km pieno di giardini, fontane, cascate e sculture.

La reggia ha due grandi facciate rivolte una all’esterno, sulla grande piazza d’Armi, l’altra all’interno sul parco e entrambe simmetriche ed eleganti. Dal piano terra si accede al primo piano con una bellissima e scenografica scala a rampa centrale ricca di marmi che raggiunge gli appartamenti reali e la cappella palatina.

Il parco si articola su 3 aree: la prima è la più ampia che raccoglie il parterre con il bosco vecchio, la Peschiera e i grandi prati con aiuole, siepi, vialetti e statue; poi c’è una bella e grande area centrale che segue il viale principale con ampie vasche d’acqua, e che finisce alla monumentale cascata con gruppi scultorei ed infine l’isolato giardino inglese con piante di grande pregio, laghetti e corsi d’acqua che si trova sulla destra del viale principale quasi sotto la cascata. È uno dei più bei palazzi reali italiani ed al mondo. L’apertura è tutti i giorni 8.30 – 19.00 ed è chiusa il martedì. Il parco varia l’apertura a seconda delle stagioni.

Maggiori informazioni su prezzi e orari: reggiadicaserta.beniculturali.it.

Real Belvedere di San Leucio

Fu uno splendido esempio di borgo industriale e per l’epoca era un “illuminato” esempio di complesso manifatturiero in quanto dotato anche di case per gli artigiani. Creò ampie ricadute positive sul territorio che si trasformò in una colonia stabile di operai specializzati della seta apprezzata in tutto il mondo.

Voluto da Ferdinando di Borbone si compone originariamente di un Casino di caccia (il Belvedere con magnifica vista), che fu poi trasformato dal Re in una grande manifattura di seta con splendidi appartamenti reali, giardini, telai e apparecchiature all’avanguardia. In origine la tenuta fu acquisita da Carlo di Borbone nel 1750 per la caccia in quanto poco distante dalla Reggia ma fu il figlio Ferdinando a promuovere e realizzare la fabbrica della seta. Fu un primo grande esempio della politica riformatrice dei Borbone che costruivano nuovi borghi per sperimentarvi impianti industriali. Il complesso conserva ancor oggi la struttura originaria con l’appartamento reale, il nucleo della fabbrica, i giardini del Belvedere e le case dei tessitori disposte in un bellissimo quartiere operaio.

Maggiori informazioni su prezzi e orari: comune.caserta.it

Il Real sito di Carditello

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Altro straordinario esempio di architettura barocca è il real sito di Carditello a San Tammaro, nato anche esso come riserva di caccia di Carlo di Borbone e trasformato poi in grande azienda agricola da Ferdinando IV. Fu costruito dall’architetto Collecini ma il progetto si deve al Vanvitelli: poi il re Ferdinando la trasformò da casino di caccia in azienda agricola modello costruendo stalle, scuderie e le abitazioni dei contadini.

Nell’edificio reale a due piani, in stile neoclassico, si trovavano gli appartamenti reali con grandi saloni mentre a piano terra c’erano le cucine, la chiesa e le stanze del personale. L’intero edificio fu decorato, assieme alla chiesa, dai più importanti artisti dell’epoca tra cui Jacob Philipp Hackert, il Fischetti e Giuseppe Cammarano, L’intera zona circostante fu coltivata anche a canapa da cui si estraevano le materiale prime per la manifattura militare di Castellammare di Stabia il più’ antiico opificio italiano per la produzione di cordami marittimi fondato sempre dai Borbone nel 1796.

Le visite guidate sono saltuarie e dipendono soprattutto dall’ottimo lavoro dei volontari. Tra questi ricordiamo: Agenda 21 per Carditello e i Regi lagni | Tel. + fax 0823.890081 – Cell. 333.7847542

Palazzo Reale di Napoli

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Originariamente costruito nel 1600 come palazzo vicereale da Domenico Fontana divenne solo nel 1734, dimora reale borbonica con Carlo di Borbone che lo rinnovò completamente nel 1738 in occasione delle nozze con Maria Amalia di Sassonia.I lavori furono eseguiti da grandi artisti dell’epoca quali Francesco De Mura e Domenico Antonio Vaccaro. In contemporanea il re Carlo fece edificazione altre tre regge, una in città a Capodimonte e due fuori quella di Caserta e quella di Portici.

I lavori a Largo di Palazzo ripresero con grande vigore dal figlio Ferdinando IV di Borbone che durante la prima metà del Settecento fece anche realizzare, dall’architetto Fuga, la parte verso il mare mentre nella seconda metà del XVIII secolo, fu poi realizzato il “braccio nuovo“, cioè la parte che dà verso il Maschio Angioino.

Arricchito anche durante gli anni di Gioacchino Murat il palazzo fu danneggiato da un incendio nel 1837 e poi, successivamente, definitivamente restaurato dal 1838 al 1858 a cura di Gaetano Genovese che ampliò, regolarizzò e completò tutta la struttura. Solo nel 1888, per volere di Umberto I, furono disposte nelle nicchie esterne le grandi statue dei re di Napoli: Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d’Angiò, Alfonso I d’Aragona, Carlo V d’Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat e Vittorio Emanuele II di Savoia.

Maggiori informazioni su prezzi e orari: palazzorealenapoli.beniculturali.it

Foto1: (CC) by GothEric  | Foto2: (CC) by pico2009 | Foto3: (CC) by Heleen Kwant | Foto 5: (CC)  Dorli Photography

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