Museo Civico Gaetano Filangieri a Napoli: ingegno e raffinatezza dello spirito partenopeo

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Uno straordinario museo Civico sulla centralissima via Duomo in un palazzo del 400 che fu smontato e ricostruito alcuni metri più dietro durante i lavori del Risanamento di Napoli: un luogo speciale che la città si ritrova grazie a Gaetano Filangieri, principe di Satriano, che lo ha donato alla città

 

 

Nel panorama culturale della città di Napoli il Museo Civico Gaetano Filangieri riveste un ruolo cruciale. Ubicato all’interno del Quattrocentesco Palazzo Como, al numero 288 di Via Duomo, costituisce l’ingresso ideale e naturale di uno straordinario insieme di edifici di rilevanza storico-artistica.

Presso il cardo maior (Decumano Maggiore), infatti, si adunano a pochi metri di distanza l’una dall’altra numerose meraviglie dell’arte napoletana. Grazie all’eccezionale concentrazione di ben sette luoghi d’interesse, l’antico asse viario, un tempo tra i più lunghi del centro di Neapolis, si è procurato l’appellativo di Via dei Musei.

Cosa vedere al Museo Filangieri: la sala Agata, i capolavori della pittura, armi straordinarie 

La fondazione del Museo Civico Gaetano Filangieri, inaugurato una prima volta nel 1881, avvenne per volere dell’omonimo principe di Satriano, personaggio illuminato che ha dedicato la sua esistenza alla raccolta di opere d’arte perlopiù legate a Napoli, città da lui amatissima e di cui fu fine conoscitore.

All’interno dell’edificio, il Filangieri conservò diversi capolavori pittorici, tra i quali spiccano quelli legati al barocco napoletano, a firma di Andrea Vaccaro, Mattia Preti, de Ribera detto Lo Spagnoletto, Luca Giordano, Battistello Caracciolo.d

Poi una collezione di armi create tra il XV e il XIX secolo, maioliche e avori e una biblioteca dotata di oltre 30.000 volumi in cui troneggia la copia originale de “La Scienza della Legislazione”, opera capolavoro scritta da Gaetano Filangieri senior.

La perspicacia e l’amore spassionato per la città spinsero il principe a investire sulle eccellenze dell’artigianato napoletano, creando delle vere e proprie officine che consentissero alle maestranze locali di evolversi in chiave industriale, contestualmente a quanto si stava verificando nel resto d’Europa nel corso dell’Ottocento.

Anche per questa ragione nasce il museo, le cui collezioni, messe a disposizione delle neonate officine, fungono da modello per gli artigiani. La perfetta riuscita dell’esperimento è ravvisabile all’interno dell’edificio stesso.

Alcune strutture, ad esempio il prezioso pavimento della Sala Agata composto da mattonelle finemente decorate che ricalcano l’antica tecnica di produzione delle “riggiole maiolicate”, il lucernaio in ghisa e ferro, sono stati realizzati con processo industriale da quelle stesse officine che ivi trovavano ispirazione.

Un salvataggio straordinario: l’incredibile spostamento di Palazzo Como.

Mentre il Filangieri scriveva la storia del suo museo, intanto riscriveva quella di Palazzo Como. Durante gli anni del Risanamento, ossia durante il massiccio intervento urbanistico che agì abbattendo strutture preesistenti per far spazio a nuove strade, nuove piazze e più “incisivi” edifici, e che consegnò alla città un volto fin lì inconsueto, si stabilì che via Duomo venisse ampliata con la conseguente demolizione di qualsiasi fabbricato si trovasse sulla traiettoria del futuro scheletro della nuova Napoli, indistintamente dal valore intrinseco di ciò che si andava a cancellare per sempre.

Palazzo Como, che per unicità costituiva un museo a sé, rientrava nell’elenco delle strutture da smantellare insieme alla testimonianza dell’architettura quattrocentesca napoletana che portava impressa. Il principe di Satriano comprò il Palazzo e ne fece arretrare la facciata di circa venti metri e, dopo averlo salvato e trasformato in museo, lo donò al Comune di Napoli a patto che ne venisse tutelata la vocazione e l’azione di sensibilizzazione quale sprone per la comunità

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L’attuale straordinario Museo Gaetano Filangieri

Il museo si divide in tre grandi sale. La Sala Carlo Filangieri, dedicata al padre, fu concepita come raccordo tra l’esterno tardo Medievale e l’interno tardo ottocentesco, e raccoglie prodotti eccellenti di artigianato territoriale, pitture barocche, sculture, armi e abiti antichi. La Sala Agata risplende grazie a una recente ristrutturazione che le conferisce grande fascino e impatto visivo.

Concorrono a creare l’effetto scenografico i colori caldi, il pavimento maiolicato disegnato da Filippo Palizzi e realizzato dal Museo Artistico Industriale di Napoli e recante la cifra e l’arme dei Filangieri, il lucernaio, il passetto in legno che consente di raggiungere il piano pensile: un’area che, oltre a conferire spazio e ampiezza, permette l’ingresso alla Biblioteca.

Attualmente il Museo Filangieri, oltre a proporsi quale contenitore di pezzi unici dell’arte territoriale e ad accogliere nel suo spazio raffinato ed eclettico il visitatore, offre numerosi eventi culturali e di intrattenimento che si svolgono in determinati periodi dell’anno e che raccolgono la consueta vasta adesione per il connubio di gradevolezza e ricercatezza che questo luogo riesce a profondere.

Museo Civico Gaetano Filangieri: orari, come arrivare, indirizzo, e prezzi biglietti

  • Orari: 10:00 – 16:00 da lunedì a sabato; 10:00 – 14:00 di domenica
  • Giorni di apertura: aperto tutti i gironi
  • Dove: Via Duomo, 288, 80138 Napoli NA
  • Prezzi biglietti: biglietto standard 5,00 €; biglietto integrato con visita al Tesoro di San Gennaro 8,00€
  • Contatti e informazioni: Sito Ufficiale Museo Gaetano Filangieri

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