Il primo Conservatorio napoletano riapre al pubblico

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Era il più antico Conservatorio di Napoli: vi insegnò Alessandro Scarlatti e vi studiò Giovanni Battista Pergolesi. Riaperto dopo il restauro del Complesso di Santa Maria della Colonna in via dei Tribunali

 

 

Il complesso monumentale di Santa Maria della Colonna ha riaperto in questi giorni dopo un lungo restauro. Il complesso si trova in via dei Tribunali a Napoli, in piazza Gerolomini, e comprende la Chiesa ed il Chiostro monumentale. Un bellissimo complesso restituito alla città, ed al mondo intero, grazie ai lavori del “Grande progetto Unesco” per il centro storico di Napoli

La chiesa di Santa Maria della Colonna, con la sua bella facciata barocca, fa parte del complesso voluto dal cardinale Mario Carafa nel 1566 per 50 giovani poveri, un orfanatrofio per avviare i giovani alle ‘lettere ed alla musica’.

Il conservatorio prese il nome di Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo e li si formò il grande Giovan Battista Pergolesi ma vi insegnarono anche Alessandro Scarlatti, Francesco Durante, Nicola Porpora e tanti altri. Il complesso subì nei secoli diversi restauri e il principale, voluto dal Cardinale Francesco Pignatelli nel 1715, coinvolse anche la facciata della chiesa rifatta da  Antonio Guidetti anche perché il complesso, nel frattempo, era diventato uno dei principali conservatori di Napoli.

L’interno della chiesa è a pianta rettagolare con croce greca e cupola, e l’impianto ornamentale fu realizzato dallo stuccatore Costantino D’Adamo mentre il coro presenta decorazioni dell’intagliatore Domenico Bertone. Al suo interno ci sono opere di Paolo De Matteis.

Originale anche il chiostro di Santa Maria della Colonna a pianta quadrata circondata da pilastri che ospitò prima un orfanotrofio e poi il conservatorio di musica fino al 1743 quando il Cardinale Spinelli vi spostò il Seminario Diocesano. Il seminario vi rimase fino all’Unità nel 1860 quando il complesso divenne convitto municipale: chiuso con il terremoto del 1980 oggi ospita alcuni uffici della Curia.

I complessi lavori di restauro sono stati effettuati dalla Ditta De Feo Restauri di Roma a seguito di aggiudicazione dell’appalto per il restauro e riqualificazione del complesso monumentale. Il soprintendente arch. Garella in occasione della conferenza stampa ha dichiarato che si è trattato di un “Restauro Esemplare” che apre nuovi dibattiti su i colori nascosti di Napoli.

Grazie al grande progetto UNESCO il complesso è stato recuperato ed oltre al culto sarà adibito a  funzioni culturali e sociali legati alle origini “musicali” del sito. A breve, quando finirà l’installazione del sistema di videosorveglianza torneranno nella chiesa anche i quadri dell’epoca che sono ora ospitati nel Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore.

Foto © De Feo Restauri on Twitter

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