Pompei continua a crollare

È passato quasi un anno dal crollo della Scuola dei Gladiatori e oggi Pompei deve segnare una nuova perdita. A crollare questa volta è stato il paramento di un muro romano situato nella periferia nord della città antica vicino a Porta Nola, si tratta di un muro a ridosso della zona ancora da scavare che copre circa un terzo di tutta l’area.

La sovrintendenza conferma che si è trattato di un crollo di piccola entità, circa 3 metri cubi di materiale che componeva il paramento del muro costruito con la tecnica dell’opus incertus (si tratta si schegge di pietre e sassi mescolati con la malta). La concausa principale del crollo è da attribuirsi per la maggiore alle forti piogge che nei giorni scorsi hanno colpito Napoli e provincia, ma il motivo principe è la quasi totale mancanza di manutenzione e controllo ordinario. Infatti gli archeologi del sito denunciano a chiare lettere che in quasi un anno che è trascorso dal crollo della Casa dei Gladiatori (novembre 2010) non si è fatto quasi niente e le buone parole e intenzioni resteranno tali se non si interviene subito e in modo concreto.

Il ministro per i Beni e le Attività Culturali Galan ha più volte dichiarato che il bene del sito archeologico più visitato al mondo è in cima alle sue priorità ed ha in agenda un serie di incontri per promuovere un piano di intervento che possa far uscire dalla crisi la città di Pompei. E proprio questi sono giorni delicati per le sorti della città archeologica infatti sono alle porte un’assunzione di ben 25 persone e in questa settimana verrà in città il commissario europeo Hann per decidere sullo sblocco di un finanziamento di 105 milioni di euro.

Intanto restano i crolli causati dalle prime piogge autunnali e quello che a livello mondiale viene considerato uno dei patrimoni culturali più interessanti e prestigiosi rischia di cadere sgretolato davanti ai nostri occhi, l’auspicio è quello di riuscire a realizzare un piano di intervento strutturato e a lungo termine che porti gli scavi allo splendore che meritano.

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