L’Acquedotto Carolino si Illumina: Non Perdere l’Inaugurazione Notturna

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L'illuminazione notturna dell'Acquedotto Carolino

Sarà illuminato di notte, come tutti i grandi monumenti al mondo, il tratto  dei “Ponti della Valle di Maddaloni, del grandioso Acquedotto Carolino. Una grande opera del Vanvitelli di 41 km che dalle lontane sorgenti del Taburno porta l’acqua alla Reggia di Caserta

 

 

Dal giorno 22 aprile 2024, alle ore 19, verra accesa l’illuminazione notturna dell’Acquedotto Carolino del Vanvitelli che porta l’acqua alla Reggia di Caserta: in quella data nel piazzale sottostante ai Ponti della Valle di Maddaloni si terrà la cerimonia di inaugurazione. Un grande capolavoro vanvitelliano del settecento che sarà finalmente illuminato di notte e ammirabile nella sua straordinaria bellezza.

Per consentire l’illuminazione dell’opera, la Reggia di Caserta ha provveduto a ripristinare gli impianti e curerà la manutenzione e l’illuminazione dei Ponti della Valle e il Comune di Valle di Maddaloni pagherà i costi dell’energia elettrica. Una grande iniziativa che rientra nel progetto di valorizzazione del tratto monumentale dell’Acquedotto carolino, in accordo con le previsioni del Piano di gestione UNESCO. La cerimonia di inaugurazione è aperta al pubblico.

Il grande Acquedotto Carolino che porta l’acqua alla Reggia di Caserta

L’Acquedotto Carolino, costruito dal “Regio Architetto” Luigi Vanvitelli è uno dei simboli architettonici della Campania e sarà finalmente illuminato di notte nel bellissimo tratto dei Ponti di Valle di Maddaloni che, in quel punto, raggiungono un’altezza di 60 metri.

Il grandioso l’Acquedotto fu creato dal Vanvitelli per portare l’acqua alle cascate e alle fontane della Reggia. L’intero Acquedotto Carolino si estende su un totale di 41 km raggiungendo il culmine sul viadotto (percorribile), alto 60 metri e lungo 528, e chiamato “Ponti della Valle” costruito per superare l’alta valle di Maddaloni.

Assieme alla Reggia di Caserta, al Belvedere di San Leucio e alla Reale tenuta di Carditello, l’Acquedotto Carolino era un sito reale ma, come gli altri luoghi, non era solo dedicato allo svago della famiglia reale borbonica e della sua corte ma faceva parte di un vasto sistema, organizzato dai Borboni, per lo sviluppo del territorio attorno alla splendida reggia di Caserta.

L’Acquedotto prelevava l’acqua nelle lontane falde del monte Taburno, dalle sorgenti del Fizzo, nel territorio di Bucciano (BN), e le trasportava lungo un tracciato, per lo più interrato, di oltre 38 chilometri. Il completamento dell’opera richiese ben 16 anni di lavori e la direzione dei più importanti studiosi e matematici del Regno di Napoli tra cui Luigi Vanvitelli. L’Acquedotto Carolino, già all’epoca di realizzazione, fu considerato in tutta Europa, una delle opere di maggiore interesse architettonico e ingegneristico del XVIII secolo.

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