Un viaggio nella Napoli neoclassica

Quando si parla di Napoli come città storica e città dell’arte si pensa immediatamente alla Napoli greca, quella antica, classica. Eppure vi è anche un’altra Napoli storica, una Napoli che non rinuncia comunque alla sua veste classica. Un “classicismo moderno” per così dire, che è quello che fondarono gli artisti di tutta Europa negli anni di fine XVIII secolo e che divenne noto come “neoclassicismo“.

Vi invitiamo, quindi, a questo viaggio e per intraprenderlo basta andare un po’ in giro tra le strade di Napoli. Il primo esempio che vi proponiamo è l’architettura di Luigi Vanvitelli. Questi realizzò dapprima la Caserma di Cavalleria e il Ponte della Maddalena, poi il Foro Carolino, oggi Piazza Dante, tutte opere realizzate non oltre il 1773, a causa della morte dell’architetto.

Di puro periodo neoclassico è, invece, L’Albergo dei Poveri di Ferdinando Fuga, voluto da re Carlo III, che secondo i principi utopici della società illuminista, aveva visto nella costruzione di questo edificio la possibilità di ospitare tutti i poveri e i senza casa del suo regno. Tra le opere più note di ambito neoclassico a Napoli vi è la sistemazione dell’area di fronte il Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito, oggi uno dei simboli della città. Già idea di Gioacchino Murat, fu per volere di Ferdinando I che, a seguito del voto che questi fece qualora avesse riconquistato il trono, in piena restaurazione fu affidato all’architetto Leopoldo Laperuta di realizzare il celebre colonnato dorico della piazza e la chiesa di San Francesco di Paola che, secondo i canoni neoclassici, si ispira al Pantheon di Roma.

Altri esempi di architettura neoclassica sono la Villa della duchessa Floridia, in quella che oggi è nota come la Villa Floridiana al Vomero, e il Teatro San Carlo, entrambi realizzati dall’architetto toscano Antonio Niccolini. Il teatro più famoso di Napoli nasce in un periodo di grande fortuna per l’architettura teatrale, sono infatti gli anni di fondazione anche de La Fenicie a Venezia e de La Scala di Milano. Il San Carlo fu concepito come un unico blocco architettonico, con un trattamento a bugnato che si regolarizza verso l’alto della struttura, dove si incontrano prima una serie di bassorilievi, poi un rincorrersi di colonne ioniche ed, infine, a completamento dell’edificio, un semi-timpano con un gruppo scultoreo in cima.

Vi auguriamo di cuore di riscoprire i piccoli tesori della città di Napoli, quel che occorre è semplicemente farsi quattro passi tra le nostre strade.

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