Partenope di Alekos: la canzone dedicata a Napoli

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“Mi è mancato prima il mare…Poi quel gusto di caffè”

Sono alcuni versi tratti da Partenope, nuovo brano del cantante rap napoletano AleKos, che svelano senza troppo arcano il tema della bella canzone dedicata alla città. Attraverso l’intreccio di due storie il brano compone la trama nella quale si incunea il sentimento di nostalgia e appartenenza a Napoli e da cui deriva il richiamo alla terra natìa quale esigenza di ritorno.

Il protagonista della prima, autobiografica, storia è un novello Ulisse: Sergio Nicolella costretto a lasciare la città per inseguire un sogno di riscatto e di autodeterminazione, come accade a tanti giovani del Sud, abbandona gli affetti, l’amore e la sua terra, ma, avvinto dal bisogno di ricongiungersi a quanto di più caro egli sente di avere, ritorna a casa. Intanto il prezzo per quella scelta di evasione e speranza ha comportato la perdita dell’amore della fidanzata, interpretata da Alessia Lamoglia e già nota al piccolo schermo per aver indossato i panni di Marinella, la figlia di Alessandro Gasman nella fiction Rai I bastardi di Pizzofalcone.

Una scena del videoclip Partenope di Alekos

L’autore del brano dialoga sin dal titolo – e apertamente nel video- con le tradizioni e le leggende che legano la città più antica della Magna Grecia al suo nome e a quella sua vocazione di terra spalancata sul mare, ospitale e accogliente, presso le cui sponde, come la storia millenaria ci insegna, hanno trovato approdo popoli da tutto il Mediterraneo.

Partenope tra miti e leggende

Napoli, si sa, sorge sulle spoglie di una sirena, l’ammaliatrice Parthenope, sensuale e tentatrice, metà donna e metà pesce, affranta per aver fallito nel tentativo di sedurre il curioso e astuto Ulisse con il suo melodioso canto. L’eroe errante, giunto ai piedi della collina primigenia di Napoli, e probabilmente in prossimità dell’isolotto oggi denominato Li Galli, resistette alle tentazioni delle tre sirene ancelle di Persephone, Ligeia, Leucosia e Parthenope che, disperandosi, scelsero di morire lanciandosi in un dirupo.

Castel dell’Ovo fotografato da © Marco Criscuolo

La leggenda vuole che il copro di Parthenope in seguito sia stato condotto dal moto delle onde fino al promontorio tufaceo noto come isolotto di Megaride, presso l’attuale Borgo Marinaro, dove oggi la sagoma imponente del Castel dell’Ovo impreziosisce il panorama.

Il culto delle sirene è di antichissima data. Originariamente descritte in alcuni frammenti antichi come mostri dalle sembianze metà umane e metà d’uccello, divinità anatoliche, oscure e spaventose, sono poi diventate seducenti donne-pesce nelle tradizioni greche, secondo cui avevano anche il compito di accompagnare negli Inferi le anime dei defunti.

Una lunga tradizione letteraria e storiografica avalla il mito di Partenope che, a onor del vero, trova differenti declinazioni tutte comunque tese a riconoscere il ruolo emblematico della Sirena nella quale Napoli si trasfigura: la città dove il mare, l’amore, il canto, la bellezza dei luoghi e l’affabilità delle persone confondono e stordiscono.

Una scena del videoclip Partenope di Alekos

La seconda storia del videoclip racconta la vicenda di un cinquantenne, interpretato da Marco Gargiulo, e di sua figlia, Roberta Cerrone. I due, tornati a casa, trovano il portafogli che l’uomo aveva distrattamente perso in strada. A riconsegnarglielo intatto, lasciandolo nelle buca della posta, è un ragazzo originario del Gambia (Almaska). È palese qui la volontà di infrangere i cliché e superare i preconcetti imposti da certe visioni dominanti, stereotipate e divisive e del tutto estranee alla natura della città.

Il video termina e con esso la storia narrata ritorna alle origini del mito in un percorso circolare. La bella ragazza abbandonata dal suo amante si reca sugli scogli ai piedi di Castel dell’Ovo. Fissa sconsolata il mare verso il quale lentamente s’incammina.

Alekos rapper Napoletano

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