America’s Cup 2013 a Bagnoli. Napoli ottima, un pò meno gli americani

È tempo di bilanci per il Sindaco De Magistris e per tutta la città di Napoli, la Coppa America è finita tutti i team hanno smontato baracche e burattini e hanno preso la rotta per Venezia (prossima tappa del World Series) lasciando molte buone impressioni alle loro spalle.

La città a risposto bene sotto tutti i punti di vista, quello organizzativo quello di pubblico e quello tecnico, l’unica cosa che ha stonato è stato il tempo che non ha dato tregua per tutto il tempo delle regate. Ma tralasciando questo aspetto incontrollabile tutti i team si sono detti entusiasti del campo di regata per gli ottimi venti e lo sfondo accattivante e poi alcuni skipper hanno paragonato il Lungomare Caracciolo allo stadio della vela.

Gli organizzatori e gli enti stanno già pensando alla prossima edizione che vedrà ancora Napoli protagonista nel maggio 2013, come ultima tappa prima delle finali di luglio a San Francisco, perchè se molte cose sono andate bene ci sono anche cose che non sono andate per il verso giusto.

Il presidente della provincia Cesaro ha espresso il desiderio di poter disputare una regata del 2013 sul litorale flegreo di Bagnoli per rivalutare anche questa zona dopo tanti anni ancora alla ricerca di una propria identità. Invece De Magistris, nel tentativo di recuperare gli eventi a margine delle regate saltati per il mal tempo (in primis il concerto di Renga), analizza i numeri e lancia una piccola polemica. Nel contratto firmato con gli americani erano previsti ben 9 giorni di regate mentre nel programma ne sono stati inseriti solo 5, questa riduzione è stata decisa unilateralmente dagli organizzatori e non c’è stato verso di mediare. Altra critica sollevata da De Magistris e da Graziano (presidente dell’ACN azienda nata dalla sinergia di Unione degli Industriali e enti pubblici per seguire l’evento) è stata quella di non aver trasmesso in diretta TV ne mach race ne lo speed trial e di aver limitato l’accesso al villaggio dei team per motivi di sicurezza (le intenzioni erano quelle di aprire una parte del villaggio tecnico al pubblico).

Questi sono tutti spunti utili per migliorare l’organizzazione dell’evento avendo a disposizione ben 12 mesi, ma passando agli aspetti positivi si è visto un gran bello spirito dei napoletani di mettersi in gioco. Ci sono state come previsto delle polemiche sulla ztl di Chiaia e critiche incitando le istituzioni a concentrarsi su altri problemi che affliggono la città. Ma come lo stesso sindaco ha più volte ribadito questo evento è stato la svolta iniziale per far partire quella spirale virtuosa che serve alla città per riportarla ai livelli di una grande città europea.

L’augurio è che la sinergia mostrata della collaborazione pubblico-privato si mantenga e sia positiva su amplia scala, chissà partendo proprio da Pompei che da anni chiede una riqualificazione profonda.

Fonte foto: America’s Cup Napoli su Facebook – ©ACN – Purini/Garofalo | www.acnapoli.org

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