Gli Scavi di Ercolano ampliati grazie al Packard Institute

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La Fondazione Packard per i Beni Culturali che negli ultimi 10 anni ha già  investito ad Ercolano circa 16 milioni di euro acquisterà una nuova area contigua agli scavi per ampliarli demolendo immobili fatiscenti 

 

 

Lo splendido sito archeologico di Ercolano, tutelato dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità assieme a Pompei e Oplonti, verrà ampliato con nuovi scavi e sarà migliorato con interventi manutentivi.

La bella notizia è possibile grazie a nuovi investimenti decisi dalla Fondazione Packard per i Beni Culturali che già negli ultimi 10 anni ha investito ad Ercolano circa 16 milioni di euro. Grazie ad una intesa con il Ministero dei Beni Culturali sarà possibile acquisire una nuova area contigua al complesso, effettuare la demolizione di immobili fatiscenti, migliorare con nuove recinzioni la messa in sicurezza dell’intera area ed effettuare una riqualificazione di un’altra zona al confine Nord – ovest degli scavi.

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Singolare la storia dell’intervento della Fondazione Packard su Ercolano. La fondazione è retta da David Woodley Packard, settantenne figlio del fondatore della Hewlett-Packard colosso dell’ informatica mondiale. Da circa 10 anni la fondazione Packard Humanities Institute, interviene sugli scavi finanziando la manutenzione e il consolidamento di Ercolano e lo fa in maniera silenziosa, senza neanche sfruttare i positivi ritorni di immagine.

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Mr. Packard ha compiuto studi classici, dedicandosi all’insegnamento della filologia all’Università della California, e non si è interessato a tempo pieno all’azienda di famiglia. Ha creato importanti data-base sulla letteratura latina, sulla civiltà greca e sui testi iniziali della democrazia americana, rendendoli pubblici e distribuendoli nelle scuole di tutto il mondo.

Nel 2000 la fondazione intervenne su Ercolano che era nelle stesse condizioni del sito di Pompei oggi: mancava un programma di consolidamento generale, molte aree erano chiuse per pericolo di crolli e molti edifici cadevano a pezzi. Grazie al programma di manutenzione e intervento messo a punto tra la Fondazione e il Ministero sono stati riaperte molte zone, quasi tutte le case sono diventati visitabili, sono stati restaurati affreschi e mosaici e convogliare le acque piovane facendo funzionare le fogne romane. Un lavoro importante ed enorme a beneficio di tutta la comunità.

Oggi il sito è visitato mediamente da 300mila turisti all’anno, ed Ercolano ha riconquistato quel ruolo importante che merita nell’ambito dello straordinario patrimonio archeologico campano. I nuovi lavori renderanno sempre più fruibile ed interessante la già splendida città di Ercolano.

Credits foto: (CC) ho visto nina volare

 

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