Visite Gratuite a Palazzo San Giacomo a Napoli | Dicembre 2017 a Napoli

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AGGIORNAMENTO – La prenotazione è obbligatoria. Alla fine troverete il link 

Grande novità a Palazzo San Giacomo a Napoli, oggi sede del Municipio e già Palazzo che riuniva tutti i Ministeri del Regno di Napoli. Per tutto il mese di dicembre 2017 si potrà visitare lo storico palazzo gratuitamente quasi tutti i giorni, accompagnati dai tirocinanti del progetto Garanzia Giovani “Napoli Museo Aperto”. Stavolta non ci sarà bisogno di prenotazioni online: infatti per partecipare alle visite guidate, che si terranno dal lunedì al venerdì e quasi tutti i sabati di dicembre bisognerà prenotarsi online sul link alla fine del post., basterà presentarsi 10 minuti prima dell’orario d’inizio (che troverete di seguito) dal Lunedì al venerdì all’ingresso dell’ufficio “pass” in via Imbriani. Per le sole visite guidate del sabato bisognerà andare, sempre 10 minuti prima all’ingresso principale di Piazza Municipio. Il palazzo sarà chiuso le domeniche ed i festivi. “Sarà vietato l’ingresso alle persone che si presenteranno al Palazzo Municipale con un abbigliamento inadeguato (calzoncini corti, canottiere, assenza di calzature, ecc.).”

Giorni e orari di visita per dicembre 2017

I giorni e gli orari sono indicati sul sito delle prenotazioni con i posti disponibili

Le visite guidate si svolgeranno dal lunedì al venerdì nei seguenti orari con ingresso da via Imbriani (ufficio Passi):

  • 1^ visita:  9.00 (durata 1 ora circa)
  • 2^ visita: 10.30 (durata 1 ora circa)
  • 3^ visita: 15.30 (durata 1 ora circa)
  • 4^ visita: 17.00 (durata 1 ora circa)

Nel periodo natalizio, il palazzo sarà aperto anche nei seguenti sabato mattina dall’ingresso principale di Piazza Municipio:

  • Sabato 2 dicembre: dalle 10.00 alle 13.00
  • Sabato 9 dicembre: CHIUSO
  • Sabato 16 dicembre: dalle 10.00 alle 13.00
  • Sabato 23 dicembre: dalle 10.00 alle 13.00
  • Sabato 30 dicembre: dalle 10.00 alle 13.00

Nuova disposizione – Prenotazione obbligatoria online – prenota qui

Maggiori informazioni sulle visite 

Il Real edificio dei Ministeri di Stato

Le visite guidate consentiranno di conoscere il grande palazzo Borbonico e scoprirne la storia. Palazzo San Giacomo fu edificato nel 1816 per volere di Ferdinando I di Borbone, Re delle Due Sicilie, per riunire i molti ministeri e le segreterie di Stato del Regno che fino ad allora erano dislocati in punti diversi della città. Per fare spazio al grande palazzo furono effettuate molte demolizioni di abitazioni, monasteri, chiese e del Banco di San Giacomo. Non fu toccata la sola chiesa di San Giacomo degli Spagnoli, risalente al ‘500, che fu inglobata nella maestosa costruzione e che ancor oggi si trova a Piazza Municipio.

Nel 1825 terminarono i lavori del palazzo che era grandissimo, aveva oltre 800 stanze e andava da piazza Municipio a Via Toledo inglobando anche l’attuale sede del Banco di Napoli. Nel grande edificio, che fu chiamato “Real edificio dei Ministeri di Stato”, furono sistemati la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministeri degli Affari Esteri, degli Interni, di Grazia e Giustizia, degli Affari Ecclesiastici, della Polizia, della Guerra, della Marina, delle Finanze, dei Lavori Pubblici, dell’Istruzione, dell’Agricoltura e del Commercio. Oltre a queste sedi istituzionali del Regno nell’enorme palazzo, furono sistemati anche il Banco delle Due Sicilie (la banca di stato),  l’ufficio della Borsa e la Gran Corte dei Conti. Tutti gli uffici furono arredati esclusivamente con mobilia e manufatti prodotti nel Regno delle Due Sicilie.

Con l’unità d’Italia l’enorme palazzo, che si estendeva fin sopra via Toledo ed era attraversato da una galleria che collegava la Piazza a via Toledo, passò tra i beni del Governo Italiano che vi insediò uffici dell’amministrazione statale periferica. Successivamente fu ceduto in parte al Municipio di Napoli ed in parte al Banco di Napoli. La conformazione attuale del palazzo e della zona risale però agli anni Trenta del Novecento quando il Banco di Napoli riuscì ad acquisire i rimanenti uffici statali, occupati fino ad allora dall’Intendenza di Finanza, e realizzò la sua nuova sede.

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