Street Art a Napoli: le 7 ultime opere da non perdere

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INWARD Osservatorio

 

Negli ultimi anni Napoli si è dimostrata una città all’avanguardia, dal punto di vista artistico e della street art. D’altra parte l’arte è sempre andata d’amore e d’accordo con la città partenopea, nei secoli scorsi come negli ultimi tempi.

A partire dagli anni 70, con i graffiti, ma prim’ancora con i murales messicani agli inizi del 1910, l’arte ha cambiato la sua dimensione, trasferendosi nel contesto urbano con la street art. Questa nuova espressione artistica è arrivata anche a Napoli, una città in cui già la strada ed i muri parlavano da se’, trovando terreno fertile. Passo dopo passo l’arte urbana è cresciuta nella città partenopea, dalle tag ai graffiti fino ad arrivare alle prime facciate e alla street art con le sue nuove tecniche.

Dal 2013 in poi c’è stata una crescita esponenziale del genere. In pochi anni Napoli è diventata un museo a cielo aperto da non perdere e da vivere! Murales come quello di Blu sulla facciata dell’ex OPG (Materdei), oppure come quelli di Bosoletti (a Materdei e nella Sanità), o ancora Gennaro e Maradona di Jorit (a Forcella ed a San Giovanni a Teduccio), sono dei veri e propri capolavori, per tecnica, ma anche per il culto a cui sono legati ed il loro significato.

In questo 2017 alla collezione d’arte urbana napoletana si sono aggiunte un bel po’ di opere e qualcuna purtroppo è stata deturpata. Le ultime opere degli street artist aggiunte alla “collezione” napoletana da vedere assolutamente sono la spettacolare opera di Bosoletti nei quartieri spagnoli: Iside, ovvero la riproduzione de La Pudicizia di Antonio Corradini, e il murales realizzato da Ericailcane (fra i nomi più importanti della street art nazionale) presso l’ex OPG Je So Pazzo. Simpatici poi sono i detti tradizionali trascritti in perfetto stile pubblicitario dai fratelli francesi Toques, nel centro storico e nella sanità: ‘’ Pigl O Ben Quando Ven ‘’ e ‘’ Vir Napule e po’ muor’’. Sempre nella sanità abbiamo gli ultimi interventi dello street artist Alex Senna, il quale ha anche celebrato il conservatorio napoletano.

Belli e significativi sono invece gli interventi curati da INWARD Osservatorio sulla creatività urbana nelle stazioni della circumvesuviana, che a distanza di pochi mesi purtroppo sono stati brutalmente vandalizzati; ci restano però le opere al Parco Merola di Ponticelli, un programma sempre di INWARD, in cui in questa seconda metà del 2017 sono intervenuti La Fille Bertha e Daniele Nitti.

Dan Carrano, ESCVPE / Facebook / Instagram: @escvpe.it

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