Il Conservatorio di San Pietro a Majella diventa bene di interesse storico

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Il Conservatorio musicale di Napoli ha avuto un prestigioso riconoscimento in ambito storico-culturale. Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha dichiarato l’immobile e tutto il patrimonio artistico musicale e decorativo (dipinti, arredi, strumenti musicali, cimeli, stampe, foto antiche, etc….), bene di interesse Storico – Architettonico.

Il riconoscimento si deve senza dubbio al lungo lavoro svolto negli anni dai direttori del Conservatorio napoletano a partire dal M° Roberto De Simone che, nel 1999 quando era il direttore diede avvio ad un lavoro di digitalizzazione del patrimonio musicale della biblioteca e al  restauro di numerosi quadri e strumenti musicali del Museo Storico del Conservatorio.

L’attuale direttore del Conservatorio napoletano, il M° Elsa Evangelista, ha dichiarato anche che si impegnerà  affinché il Conservatorio di Napoli e tutti i suoi beni possano raggiungere lo status di Patrimonio dell’Umanità secondo la convenzione adottata dalla conferenza dell’UNESCO.

Breve storia del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella

museo del Conservatorio di Napoli

Il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli fu istituito nel 1808 con il nome di Real Collegio di Musica nella antica sede del Convento di San Sebastiano e unificò le quattro preesistenti istituzioni musicali che erano state fondate come orfanotrofi e scuole di canto per i bambini orfani o abbandonati così come nella tradizione partenopea dal dal 1500.

museo del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella

I precedenti conservatori erano il Santa Maria di Loreto, quello della Pietà dei Turchini, quello dei Poveri di Gesù Cristo e quello di S.Onofrio a Capuana. Solo nel 1826 secondo la volontà di Francesco Iil Conservatorio fu trasferito nella sede attuale, in via San Pietro a Majella 35, e assunse il nome di Reale Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella.  Nel corso dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento il complesso si arricchì di opere importanti e illustri musicisti ne assunsero la direzione tra i quali Saverio Mercadante,  Giovanni Pisiello, Gaetano Donizzetti, Francesco Cilea e, tra gli ultimi, Roberto De Simone.

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