America’s Cup a Napoli tra speranze e ostacoli

Il tempo passa e l’evento che vede Napoli protagonista sulla ribalta internazionale si avvicina inesorabile. Era dal G7 del 1997 che Napoli non saliva in cattedra e proprio ultimamente era riuscita a conquistare la tappa dell’America’s Cup World Series guidata da una giunta comunale che è stata definita come quella della rinascita della città.

C’è l’immagine da ripulire, negli anni fin troppo fango è stato buttato sul buon nome della città. Certamente ci sono le criticità della criminalità e l’onta dei rifiuti e del traffico che pesano, ma alle volte anche un certo preconcetto ha fatto la sua parte. Cosa che rischia di ripetersi anche per la preparazione dell’evento del decennio per Napoli, causa anche la solita burocrazia italiana fin troppo lenta quando invece c’è da far presto.

A pochi mesi dall’inizio della competizione ancora non c’è stato un definitivo via libera per la location del match race. Dopo aver scartato Bagnoli per i livelli insostenibili di idrocarburi nelle acque e aver accantonato l’idea Mergellina, si è arrivati alla conclusione che Via Caracciolo è lo sfondo ideale. Ma ci sono ben 20 enti da mettere d’accordo e fino ad ora sono in 19 ad aver lasciato l’avallo, l’ultimo ostacolo in ordine di tempo lo sta creando la sovrintendenza dei beni culturali che è vincolata da un decreto del 2005 che vieta la realizzazione di nuove opere su terra e acqua lungo via Caracciolo. Si sta optando per delle strutture provvisorie, ma per avere un’interpretazione definitiva del decreto (onde evitare interventi della magistratura) si dovrà aspettare l’intervento del ministro, cosa che avverrà nei prossimi giorni, si spera.

Intanto gli Americani della ACEA, autorità che organizza l’evento, restano un po’ perplessi dalla macchinosa burocrazia italiana e bisogna fare presto anche perché il 4 febbraio scadrà il bando dei lavori.

Questa sarà l’occasione giusta per la città, sono attesi diverse migliaia di visitatori durante l’evento e deve essere prerogativa della giunta e di tutti gli enti coinvolti dare il massimo perché tutto vada a gonfie vele. I commercianti, i ristoratori e albergatori come tutta la cittadinanza hanno riposto molte speranze di questo evento.